Una costa sorvegliata

Percorrendo la Costiera Amalfitana in auto, in bus o meglio ancora dal mare, prima o poi lo sguardo si posa su di loro: torri massicce, quadrate o cilindriche, piantate sugli speroni di roccia, alla foce dei valloni, all'ingresso delle baie. Oggi alcune sono abitazioni private, altre spazi espositivi, altre ancora ruderi avvolti dalla macchia mediterranea. Ma per secoli sono state gli occhi della costa, la prima linea di difesa contro un pericolo che arrivava sempre dal mare.

Per capire la loro presenza bisogna tornare a un'epoca in cui le incursioni dal mare erano una minaccia concreta e ricorrente. Navi corsare e flotte provenienti dal Nord Africa e dal Mediterraneo orientale assaltavano i borghi costieri, saccheggiavano le case e catturavano gli abitanti per ridurli in schiavitù. Per le comunità della Costiera, che vivevano di pesca, commercio e agricoltura a ridosso del mare, era una paura quotidiana.

Il sistema delle torri del viceregno

Torri di difesa esistevano lungo la costa già in età medievale. Ma fu nel Cinquecento, sotto il viceregno spagnolo di Napoli, che la difesa costiera divenne un vero sistema. Di fronte alla crescente minaccia delle flotte ottomane e dei corsari barbareschi, il viceré don Pedro de Toledo avviò un programma di costruzione di torri lungo le coste del Regno, poi proseguito e rafforzato dai suoi successori nella seconda metà del secolo.

L'idea era semplice ed efficace: una catena di torri abbastanza vicine da potersi vedere a vicenda. Quando una vedetta avvistava navi nemiche, dava l'allarme alla torre successiva con segnali di fumo durante il giorno e di fuoco durante la notte. In breve tempo il messaggio correva lungo la costa, la popolazione poteva rifugiarsi verso l'interno e le difese si preparavano. Alcune torri erano anche armate, per tenere a distanza le imbarcazioni che si avvicinavano troppo.

Ancora oggi, lungo la Costiera, ne sopravvivono molte: da Vietri sul Mare fino a Positano e oltre, sono un elemento inconfondibile del paesaggio, al punto da essere diventate parte della sua identità visiva.

Cetara e il sacco del 1534

Cetara conosce bene il significato di quella paura. Le sue origini stesse sono legate al mare e alle incursioni: secondo la storia locale, nel IX secolo una colonia di Saraceni si stabilì per un periodo in questo tratto di costa. Ma l'episodio più drammatico arrivò nel 1534, quando una flotta ottomana attaccò il borgo, uccidendo molti abitanti e portandone via in schiavitù alcune centinaia. Fu uno dei colpi più duri subiti dalla comunità di pescatori.

È anche dopo questi eventi che la difesa di Cetara venne rafforzata, fino a dare forma alla torre che ancora oggi domina il paese.

La Torre vicereale di Cetara

La Torre vicereale sorge su uno sperone roccioso all'ingresso del borgo, affacciata sulla baia e sul porto. È il monumento simbolo di Cetara e uno degli esempi più interessanti di architettura difensiva della Costiera. La sua struttura racconta più epoche sovrapposte: un nucleo più antico, una torre cilindrica di età medievale, fu integrato nel XVI secolo nella più ampia costruzione voluta dal viceregno spagnolo, e nei secoli successivi l'edificio venne ancora modificato e sopraelevato.

Oggi la torre è proprietà comunale e ospita spazi museali ed espositivi: per conoscere aperture e attività è bene consultare i canali ufficiali del Comune di Cetara. Anche solo vista dall'esterno, però, vale la passeggiata: dal porto e dalla spiaggia la sua mole compatta si staglia contro il cielo e racconta, meglio di qualsiasi libro, cosa significasse vivere su questa costa cinque secoli fa.

Una passeggiata nella storia

Da La casa a mare, nel cuore dei vicoletti del centro, la torre si raggiunge in pochi minuti a piedi. È una buona occasione per scoprire Cetara oltre la spiaggia: la chiesa di San Pietro con il suo campanile, il porto con le barche dei pescatori, i vicoli che salgono verso le case più alte. Trovate qualche suggerimento nella pagina dedicata a Cetara.

E quando, nei giorni successivi, vi sposterete lungo la costa verso Maiori e Minori o verso Amalfi, provate a contare le torri che incontrate: capirete quanto quella rete di sentinelle fosse fitta, e quanto il mare, oggi sinonimo di vacanza, sia stato per secoli anche fonte di pericolo.

Nel cuore del borgo, a pochi passi dalla storia

La casa a mare si trova nei vicoletti del centro di Cetara, a pochi minuti a piedi dalla Torre vicereale e a dieci passi dalla spiaggia centrale. Un appartamento di 35 mq con terrazzino sui vicoletti, per fino a 4 ospiti.